Consiglio Regionale della Sardegna

XIII LEGISLATURA

Seconda Commissione Permanente

 

Oristano, 5 Gennaio 2007

L' On. Ignazio Paolo Pisu, Consigliere Regionale del Partito della Rifondazione Comunista e Presidente della Seconda Commissione Permanente del Consiglio Regionale della Sardegna, che annovera tra le proprie competenze anche quelle inerenti al settore " Diritti civili, emigrazione, immigrazione ed etnie" , condanna il gravissimo atto di discriminazione di carattere razziale avvenuto ad Aosta e subito dalla Sig.ra Eliana Cau, cittadina della Repubblica Italiana residente nel Comune di Senis (OR). L' incredibile vicenda, di cui suo malgrado è stata vittima la lavoratrice sarda di origine zairese, offende la dignità della persona, discriminata sulla base del colore della pelle e privata per lo stesso motivo del fondamentale diritto all'occupazione lavorativa, con l'ulteriore aggravante che trattasi di persona costretta ad emigrare dalla regione di residenza per poter usufruire di un lavoro, seppur stagionale. Questo fatto inoltre, colpisce la sensibilità civile e democratica del popolo sardo che, come i genitori adottivi di Eliana, conosce le strade dell'emigrazione e le ingiustizie e le umiliazioni che si incontrano nel percorrerle. Si tratta di un fatto sconcertante e di inaudita gravità, che lede i principi egalitari e di alta civiltà giuridica su cui fonda le basi la Costituzione Italiana , che richiede interventi urgenti ed adeguati affinché razzismo, xenofobia e discriminazioni etniche vengano finalmente debellati. L' On. Pisu, in qualità di Presidente della Commissione Regionale Diritti Civili, ha voluto esprimere personalmente piena ed incondizionata solidarietà alla Sig.ra Cau e ai suoi familiari, recandosi a Senis ed incontrandoli presso l'abitazione di residenza, manifestando loro disponibilità e appoggio per ottenere giustizia all'incresciosa vicenda. Ha provveduto inoltre ad inviare una lettera alla Ministra per le Pari Opportunità On. Barbara Pollastrini, invitandola ad avviare una inchiesta per accertare i fatti nella loro interezza e a voler assumere tutti i provvedimenti in suo potere, al fine di scongiurare che simili volgari ed inammissibili vicende abbiano a ripetersi in futuro.