Il nodo gordiano (in Sardegna)
Cagliari, 18 dicembre 2008
Soru, l'uomo più ricco della Sardegna, è entrato in politica con un'operazione antipartito facendo, a sinistra, un'operazione analoga a quella fatta a destra da Berlusconi. Con il "Progetto Sardegna" ha dato un involucro alla disaffezione di molti elettori verso la partitocrazia, scompaginando il gruppo dirigente dei DS e, grazie anche ai suoi legami con dirigenti nazionali e alla divisione delle forze della sinistra, ha ottenuto di essere il candidato della coalizione di centro sinistra. Però malgrado la vittoria e l'ampia maggioranza consiliare ottenuta, il conflitto con la dirigenza sconfitta dei DS non si è attenuato; anzi lungo la legislatura si è accentuato con la perdita di validi sostenitori della fase iniziale. Soru pensa quindi opportuno candidarsi, nella fase di costruzione del nuovo partito (il Pd), alla segreteria così da poter dirigere il Partito direttamente, visto che non riesce a controllare l'intero gruppo consiliare. Perde di poco lo scontro interno per cui, rimanendo sostanzialmente irrisolto il conflitto, possiamo dire che questa è la corda su cui si intrecciano tutte le altre, fino a fare un nodo degno di Gordio. La legge statutaria approvata dalla maggioranza del consiglio viene sottoposta a referendum confermativo e non ottiene la maggioranza dei voti ma al contempo il referendum non ottiene il quorum; forte di ciò, Soru promulga ugualmente la legge. Poichè la legge contiene presunti elementi di incostituzionalità verrà portata davanti alla corte costituzionale. Ora al di là del merito della legge, che Soru sta già utilizzando a piene mani, essa può essere intesa per il ragionamento che intendo sviluppare, come una delle corde che compongono il nodo.
Soru ha avviato un ammirevole processo di difesa del territorio dalla mire della speculazione edilizia ma la legge relativa ha subito, nel confronto in commissione ed in aula varie modifiche e soprattutto permette ad una maggioranza trasversale di mettere in luce che deve essere il consiglio a dire l'ultima parola e non la Giunta , come vorrebbe Soru. Anche senza entrare nel merito di tutti i particolari e delle manovre politiche è chiaro che fino a quando la legge non sarà approvata costituisce un'altra corda del nodo.
Non so dire come e quanto Soru sia coinvolto nella vicenda Saatchi, ma chiunque abbia un poco di esperienza politica sa che, in presenza di possibili primarie per la scelta del futuro presidente della regione, questa può essere usata come una clava dagli avversari politici. Tutto ciò collegato al conflitto di interessi per la proprietà di Tiscali e di quote de l'Unità (comunque questo conflitto venga spiegato o giustificato), costituisce un insieme di funi che fanno una corda non trascurabile del nodo gordiano.
Soru conduce una originale e geniale iniziativa in difesa degli interessi della Sardegna per il recupero di quella parta di entrate che lo stato ottiene dalla Sardegna e che non ha mai restituito. Si realizza, anche con l'appoggio sindacale, un ampio fronte di lotta. Ma quando il livello dello scontro si fa duro, e potrebbe avere una svolta in una mobilitazione popolare, con un forte connotato sardista, che richieda tutto e subito il mal tolto, Soru accetta una mediazione con Prodi che non solo dilaziona nel tempo la restituzione ma la fa partire dal 2010. Ciò comporta una mancanza di risorse immediate a cui Soru cerca di rimediare mettendo in bilancio, comunque, le poste che spettano alla Sardegna secondo una logica politicamente perfetta ma contabilmente contestabile, per cui si ritrova con bilanci bocciati e scarsezza di risorse proprio nel momento in cui maggiore dovrebbe essere l'intervento della Regione nel contrasto alla crisi economica e sociale che investe non solo la Sardegna : un'altra corda che si intreccia alle precedenti nel nodo.
Potremmo vantare volantini, manifestazioni, campeggi politici, assalti alla base con gommoni (nell'indifferenza della popolazione) ma la dipartita degli USA da La Maddalena è un successo, Soru regnante, soprattutto se collegato al processo di smilitarizzazione di altri siti. Certo farvi svolgere il prossimo G8, presentandolo come strumento di lancio del turismo nella zona e di finanziamenti volti alla bonifica del sito e alla costruzione di importanti strade di accesso, con il tentativo di dividere gli anti G8 stanziando un milione di euro per iniziative cultural politiche a favore della pace, costituisce una corda che contribuisce piuttosto a stringere che allentare il nodo, in vista delle possibili primarie.
La finanziaria può mettere quest'anno in bilancio una parte delle risorse che lo stato deve restituirci. Ma la situazione resta, comunque, complicata perché la frattura interna al PD, la fibrillazione che quella frattura ha innescato in tutte le forze di centro sinistra e le aspirazioni inconfessabili di singoli consiglieri in cerca della collocazione migliore per non scomparire dalla scena politica, fanno della discussione sulla finanziaria luogo di sicure imboscate politiche:è un'altra corda del nodo.
I sindacati aggiungono la loro corda al nodo chiedendo a gran voce che le dimissioni siano ritirate e si definisca rapidamente un bilancio in grado di affrontare la crisi, anche se sono parte di un ceto che non può dire di avere le carte in regola per tutto ciò che è avvenuto in questi anni.
Altrettanto si può dire degli amministratori locali che non possono definire, senza l'approvazione della finanziaria, i propri bilanci. Anche gli imprenditori grandi o piccoli stringono il nodo perché hanno bisogno di sapere su quali contributi possono contare.
Non c'è bisogno di essere Alessandro Magno e di disporre della spada macedone per tagliare un nodo che non è possibile sciogliere; è sufficiente una leppiscedda ben affilata, rappresentata dall'uso tanto legittimo quanto spregiudicato della legge statutaria che alle dimissioni del presidente della giunta fa seguire, se non ritirate entro trenta giorni, lo scioglimento del Consiglio. Soru ha tagliato il nodo ma, mentre Alessandro con la conquista dell'Asia poteva avviare le pratiche per diventare un semidio, Soru si ritrova come in quei films di cartoni animati in cui le corde tagliate , muovendosi di motu proprio, cercano nuovi intrecci fino a stringere più intricati nodi. Una cosa però sembra acquisita: Soru ha recuperato, in gran parte, grazie ai mass-media, soprattutto nazionali, l'immagine dell'uomo che combatte anche da solo contro la cementificazione dell'Isola e, dando le dimissioni ha fatto intendere di non essere attaccato alla poltrona; costringe i suoi avversari-alleati a discutere la finanziaria e le eventuali primarie alle sue condizioni, se non vogliono le elezioni anticipate. Non è di questo che ha bisogno la Sardegna.
Vincenzo Pillai
|